Ginevra (askanews) - Le sofferenze nella città siriana assediata di Madaya, 50 km a nord-ovest di Damasco, nei pressi del confine con il Libano, sono le peggiori registrate nel paese dilaniato dalla guerra civile secondo quanto dichiarato dalle Nazioni Unite il giorno dopo l'entrata del primo convoglio di aiuti della Croce rossa internazionale.I primi camion di viveri, medicinali e coperte sono giunti ieri pomeriggio nella città assediata da sei mesi dall'esercito siriano. Contemporaneamente tre mezzi da trasporto entravano a Foua e altri tre a Kafraya, due località sciite circondate dai ribelli a più di 300 chilometri da Damasco, nella provincia nord-occidentale di Idlib."Quello che abbiamo visto a Madaya non ha precedenti in altre zone della Siria" ha dichiarato in teleconferenza da Damasco il rappresentante dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati Sajjad Malik.Dal canto suo, il portavoce dell'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'Onu Jens Laerke da Ginevra ha ribadito la drammatica situazione di Madaya aggiungendo che non si tratta di un caso isolato."Sono i primi aiuti che gli abitanti di queste località hanno ricevuto dall'ottobre dell'anno scorso" ha detto Laerke. "I nostri delegati nel convoglio diretto a Madaya hanno riferito di avere trovato la popolazione in condizioni di assoluta deprivazione con tutti i bambini in gravissimo stato di denutrizione. Ma hanno anche sottolineato che la situazione di Madaya, tragicamente, è tutt'altro che unica. Quasi 400mila persone in Siria sono intrappolate in aree assediate dalle fazioni in guerra".L'impiego di assedi per provocare carestie è diventato un metodo ormai sistematico, che ignora le esigenze e i diritti della popolazione civile, ha concluso Laerke.(Immagini Afp)