Damasco (askanews) - Violenze senza fine in Siria, secondo attivisti locali, l'autoproclamato Stato islamico avrebbe iniziato a decapitare i prigionieri nel campo profughi palestinese di Yarmouk.Fonti delle Nazioni Unite hanno parlato di scene "oltre il disumano" nel campo appena a sud di Damasco, che ospita circa 18mila civili, conquistato mercoledì primo aprile dai ribelli dell'Isis e quelli del Fronte al Nusra, legati ad al Qaida.Secondo l'Osservatorio dei diritti umani (Osdh), un'ong con sede a Londra che dispone di una fitta rete di attivisti, i miliziani jihadisti hanno ucciso nove palestinesi che difendevano il campo e hanno catturato e decapitato due di loro.Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha chiesto la protezione dei civili nel campo per garantire l'accesso umanitario nell'area per poter salvare le vite dei profughi in pericolo. Lo stesso ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, in un'intervista al Corriere della Sera ha detto che contro il terrorismo internazionale "non è esclusa la possibilità di ricorrere all'opzione militare".Sono stati liberati, intanto, dopo uno scambio di prigionieri, i 300 ostaggi curdo-siriani, rapiti dagli jihadisti lunedì 6 aprile nella oparte nordoccidentale della Siria, mentre viaggiavano da Afrin ad Aleppo per andare a ritirare gli stipendi.La guerra civile in Siria, è iniziata nel 2011 è finora ha causato circa 200mila morti, molti dei quali civili, tra cui donne e bambini. Il conflitto vede contrapposte le truppe filogovernative ai ribelli che si oppongono al regime di Bashar al Assad, ai quali, nell'ultimo periodo, si sono affiancati gruppi di jihadisti, "cani sciolti" vicini ai terroristi di Al Qaeda o al sedicente califfato islamico.Secondo il leader del movimento sciita libanese Ezbollah, Assan Nasrallah, nonostante le perdite subite ultimamanete dall'esercito siriano, però, al Assad è ben lontano dal perdere il proprio potere. "Le sconfitte - ha detto - non hanno cambiato per nulla i rapporti di forza a favore del regime di Damasco".(Immagini Afp)