Damasco (askanews) - La controffensiva curda contro le milizie dell'Isis si consolida anche a livello economico. I fumi della raffinerie nel campo petrolifero di Rmeilan, nella provincia della Siria nord-orientale di Hasakeh, sono la prova che il popolo curdo, per la prima volta, sta estraendo e raffinando in proprio il petrolio siriano."In questi anni il governo curdo locale ha difeso e protetto questi pozzi e queste strutture, sottolinea Suleiman Khalaf, responsabile del dipartimento dell'Energia curdo. Abbiamo perso centinaia di uomini nei combattimenti ma nessun pozzo e nessuna raffineria è stato danneggiato o saccheggiato".Rmeilan è il maggiore campo petrolifero siriano. Ma la produzione è scesa dai 165mila barili al giorno prima dello scoppio del conflitto ad appena 15mila. La zona si trova nei pressi della regione controllata dalle milizie dell'Isis che a partire dal 2014 hanno più volte cercato di conquistare quei pozzi. Ma i peshmerga curdi sono sempre riusciti a respingere gli attacchi e adesso hanno assunto il controllo della produzione, organizzando una ventina di piccole raffinerie.Il carburante prodotto è di bassa qualità ma è più a buon mercato. E in un paese devastato da quattro anni di guerra che hanno provocato oltre 230mila vittime e costretto alla fuga milioni di persone, l'imperativo di sopravvivenza è fare di necessità virtù.(Immagini Afp)