Milano (TMNews) - Papa Francesco è il convitato di pietra che è riuscito a imporre la crisi siriana tra le priorità del G20 di San Pietroburgo. La sua lettera inviata al presidente Vladimir Putin in qualità di presidente del summit sollecita le principali economie del mondo a lavorare per una soluzione pacifica del conflitto."L incontro dei Capi di Stato e di Governo non ha la sicurezza internazionale come suo scopo principale" premette Francesco che però chiede loro di "trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonare ogni vana pretesa di una soluzione militare". La via ribadita da Bergoglio nel messaggio al presidente russo è quella del dialogo e del negoziato tra le parti interessate.Ma la lettera a Putin è solo l'ultima mossa dell'offensiva diplomatica di Papa Francesco per allontanare l'ipotesi di un intervento militare che vede Obama in prima linea. Arriva alla vigilia di una giornata di digiuno, sabato 7 settembre, voluta dallo stesso Bergoglio ed è stata preceduta da indiscrezioni, riportare dal quotidiano argentino El Clarin, su una telefonata del pontefice allo stesso Assad. Notizia prontamente smentita dal portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi: "Tutti hanno parlato di una telefonata del Papa ad Assad io dico non ha senso, non è vero. Non ha alcun fondamento".Gli stessi indirizzi della lettera del Papa a Putin li aveva ribaditi il "ministro degli Esteri" vaticano monsignor Dominique Mamberti ai 71 ambasciatori incontrati in Vaticano proprio sulla questione siriana.