Roma, 15 feb. (askanews) - Il fronte siriano rimane caldo, ma arriva un primo segnale distensivo tra Stati Uniti e Russia. C'è stata una telefonata tra Barack Obama e Vladimir Putin in cui il presidente americano ha chiesto al collega russo di porre fine ai bombardamenti che hanno per obiettivo le forze dell'opposizione moderata siriana, secondo quanto concordato nella conferenza di Monaco. Un colloquio, improntato sulla necessità del dialogo e sul fatto che d'ora in avanti la Russia svolga un ruolo costruttivo e si debba lottare insieme contro il nemico comune, l'Isis.Intanto, però, malgrado gli appelli internazionali a cessare gli attacchi, la Turchia continua a bombardare le posizioni curde in Siria e ha fatto sapere che non rinuncerà all'offensiva contro le milizie curde oltre il confine. L'artiglieria ha colpito ancora le posizioni delle Unità di protezione del Popolo (YPG), le milizie del Partito dell'Unione democratica (PYD), invocando il diritto di rispondere alla Siria. Sono state prese di mira le posizioni curde nei dintorni di Azaz, la città in provincia di Aleppo.Damasco ha condannato i ripetuti attacchi e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di mettere fine ai crimini del regime turco. Esortazioni del genere sono arrivate già dagli Stati Uniti, Francia e Germania, ma il premier turco Ahmet Davutoglu ha replicato che Ankara non permetterà alle milizie del Partito dell'Unione democratica di condurre azioni aggressive contro la Turchia, e che le considera un'organizzazione terroristica alla stregua del Pkk. Gli ultimi bombardamenti turchi nelle zone controllate dalle forze curde a Nord di Aleppo, hanno causato decine di vittime tra i civili.