Aleppo (TMNews) - In tempi di guerra, si sa, ci sono dei mercati che, mentre tutto il resto dell'economia crolla, continuano a prosperare. E' il caso delle gioiellerie che, da che mondo e mondo, nei periodi di maggiore crisi vengono affollati da persone che cercano di vendere i propri monili per racimolare i soldi necessari alla vita di tutti i giorni. Ad Aleppo, città simbolo della guerra civile siriana, le cose non vanno diversamente e sempre più famiglie sono costrette a vendere il proprio oro. E i gioiellieri espongono, quasi con tracotanza, le banconote straniere nelle proprie vetrine. Abu Ibrahim, che sceglie di non apparire in video, è uno di loro."La gente vende i gioielli - spiega l'uomo - perché ha bisogno di soldi. Non c'è lavoro, non ci sono entrate. Siamo arrivati al punto in cui si vende l'oro per mangiare e bere".La guerra ha anche provocato la svalutazione della Sterlina siriana e così il prezzo dell'oro è cresciuto enormemente in poco tempo."Il valore della nostra moneta - aggiunge il gioielliere - ha cominciato a crollare con l'inizio della guerra. In quel momento l'oro valeva circa 3.000 sterline al grammo, ora il prezzo è schizzato fino a 4.900 sterline".Una situazione che evidenzia la grande sofferenza della popolazione civile, costretta a privarsi di un bene molto privato e, una volta di più, costretta a convivere con un conflitto diventato ormai endemico e quasi dimenticato.