Maalula (Siria) - Da queste parti si dice che un giorno Dio aprì la montagna per far fuggire santa Tecla, inseguita dai miscredenti. Qua oggi il Cristo e la Madonna sembrano piangere grazie a colpi dei proiettili della jihad.Maalula, la capitale aramaica, uno dei luoghi più sacri per la Cristianità, si presenta semidistrutta e ferita dalla jihad, a meno di tre anni dall irruzione dei terroristi e a pochi giorni dall'entrata in vigore della tregua in Siria. Prima campo dibattaglia tra le milizie di Al Nusra e le forze armate siriane e poi luogo di scorrerie per i ribelli che devastarono e uccisero, la città mantiene ancora la sua aura sacra e resta l'unico posto al mondo dove a scuola si insegna la lingua di Cristo.Ma il monastero greco-ortodosso di santa Tecla, come quello greco-cattolico di San Sergio e Bacco appaiono irrimediabilmente vandalizzati. E l'unico affresco al mondo che vedeva Gesù a capotavola nell'Ultima cena, è ormai perso.Youssef Saadi, il sindaco, racconta "Nel settembre 2013 i terroristi hanno fatto irruzione a Maalula: all'inizio hanno ucciso 5 persone e ne hanno rapite altre 6, di cui da allora non abbiamo più notizie. Sono entrati nelle chiese e hanno rubato tutto quello che hanno potuto, persino le campane e anche le icone. Tutto".