New York (askanews) - Trovare una via d'uscita dall'inferno. Questo secondo il segretario di Stato statunitense John Kerry l'obiettivo della riunione internazionale sulla Siria che si terrà a Vienna e alla quale parteciperanno tra gli altri, oltre agli Stati Uniti, anche Russia, Turchia, Arabia Saudita, Egitto e per la prima volta l'Iran."Un siriano su 20 è stato ucciso o ferito, ha fatto notare Kerry, uno su cinque è un profugo e uno su due è sfollato. L'aspettativa media di vita in Siria si è abbassata di 20 anni. Amici miei, la sfida che dobbiamo fronteggiare oggi con la crisi siriana non è nient'altro che trovare una strada per uscire da questo inferno".Kerry ha anche messo in luce come Stati Uniti e Russia pur trovandosi su posizioni opposte, dato che Washington sostiene i ribelli cosiddetti moderati, una realtà quanto mai evanescente, mentre Mosca appoggia in tutto e per tutto il dittatore di Damasco Bashar al Assad, condividono tuttavia alcune strategie fondamentali. Entrambi infatti vogliono una Siria unita e non fondamentalista, in cui i cittadini possano scegliere i propri leader con libere elezioni.Il vertice di Vienna riunirà per la prima volta i principali attori internazionali dietro le quinte della crisi siriana. Tra questi l'Iran che sarà presente nonostante le forte pressioni contrarie da parte dell'Arabia Saudita che accusa Teheran di continuare a creare tensioni in Medioriente, soprattutto in Siria, Yemen e Iraq. Accuse restituite puntualmente al mittente, nel quadro più ampio del confronto planetario per interposta persona che contrappone l'Islam sciita a quella sunnita, conflitto che oppone frontalmente Arabia Saudita e Repubblica islamica dell'Iran.(Immagini Afp)