Milano, (TMNews) - Paragona Bashar al Assad a Hitler e Saddam Hussein. Il segretario di Stato americano, John Kerry, torna a mostrare il volto duro dell'America all'indomani della decisione di Obama di sottoporre al Congresso la decisione di intervenire militarmente in Siria.Quella di Kerry nei confronti di Assad è un'accusa senza appello: "I campioni raccolti dai primi soccorritori il 21 agosto sono risultati positivi al test del sarin - ha detto - Noi siamo venuti in possesso delle prove. E' un'importantissima novità".Ma prima di ogni mossa gli Stati Uniti dovranno attendere il voto del Congresso, il 9 settembre prossimo, che Kerry confida sarà a favore dell'intervento.Netta anche la posizione del segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon: "Non può esserci alcuna impunità per l'uso delle armi chimiche", ha fatto sapere attraverso il suo portavoce. Per l'Onu le prossime saranno settimane decisive per capire, attraverso l'analisi dei campioni prelevati dagli ispettori, se effettivamente c'è stato un attacco chimico come sembra assodato.Intanto in Siria il regime esulta:"Il discorso di Obama - ha detto il viceministro degli esteri - era chiaramente titubante e confuso. Nessuno nè il presidente americano nè nessun'altro presidente può giustificare l'aggressione, specie un'aggressione completamente ingiustificata".Questo duro braccio di ferro però ha un conto amaro: secondo l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo oltre 110.000 persone sono rimaste uccise dall'inizio della rivolta, a marzo 2011, di queste oltre 40.000 vittime sono civili.