Damasco (askanews) - Non è ancora finita la battaglia per Palmira, l'antico sito archeologico siriano caduto nella mani dell'Isis. L'aviazione di Damasco ha effettuato una serie di intensi raid sulla città e la sua periferia, nel centro del paese.In meno di dieci giorni, da quando sono entrate per la prima volta nell'area della provincia siriana di Homs che comprende Palmira, le milizie islamiste hanno massacrato 217 persone, tra cui 150 soldati e 67 civili, accusati di essere fedeli al regime di Assad. Alcune vittime sono state fucilate, altre decapitate, altre ancora uccise a colpi di machete.A 210 chilometri da Damasco Palmira, patrimonio mondiale dell'umanità secondo l'Unesco, è caduta nelle mani dell'Isis il 21 maggio e la sua conquista potrebbe fornire allo Stato islamico una testa di ponte formidabile per lanciare attacchi sulla capitale siriana e su Homs, la terza città del Paese.La gravità della situazione in Siria è senza precedenti e lo ha sottolineato anche il leader degli hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah, secondo cui il pericolo rappresentato dall'Isis e dai gruppi sunniti che combattono in Siria sta mettendo a grave rischio la situazione in tutta la regione. Parlando in collegamento video a migliaia di sostenitori, Nasrallah ha ammesso per la prima volta che Hezbollah combatte in Siria per sostenere il regime del presidente Bashar al-Assad.Secondo alcuni osservatori, al momento l'Isis controlla il 50% del territorio siriano e un terzo circa di quello iracheno.(Immagini Afp)