Aleppo, (TMNews) - Alla comunità internazionale non importa nulla della Siria. È una voce critica quella che arriva dai ribelli in lotta da anni contro il regime di Bashar al Assad: critica contro il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha fatto un passo indietro rispetto all'attacco militare, e contro la Russia, accusata di cospirare per far guadagnare tempo al regime e permettergli di sconfiggere la rivolta. L'accordo sullo smantellamento delle armi chimiche raggiunto a Ginevra non convince Abu Twfeka, comandante della brigata Liwa al-Tawhid di Aleppo: i due Paesi "giocano per la Siria" dicono. "L'accordo è uno schiaffo in faccia al regime: l'Occidente vuole fargli cedere quello che ha, controllare e indebolire questa gente per salvare Israele". "Noi non siamo contro o a favore dell'intervento armato, che ci sia o no abbiamo un piano di sicurezza per Aleppo".Non si aspettano nulla dagli Stati Uniti, Obama per loro è "un bugiardo" e "non è un uomo d'onore", ma sono consapevoli che un attacco militare potrebbe avvantaggiarli nell'offensiva militare per il controllo di Aleppo. "C'eravamo prima di un attacco e ci saremo dopo. Non ci fermeremo". I ribelli contano su 13mila uomini schierati in Siria.(immagini Afp)