Milano, 31 mar. (TMNews) - Nella regione libanese di Aarsal, al confine con la Siria, Mohammad osserva rassegnato le montagne siriane di Qalamoun. Questo comandante ribelle sa che non rivedrà presto la sua regione natale, riconquistata dalle forze del presidente Assad.Ferito alla gamba, viene curato ad Aarsal, località di frontiera a maggioranza sunnita, come i ribelli che si battono contro Damasco, un santuario per le forze irregolari e per i rifugiati che scappano dagli orrori della guerra, oggi quasi 100mila. Qui si trova anche un ospedale di fortuna.Dall'inizio del conflitto tre anni fa, la regione ha dovuto fare i conti con la violenza che esonda dai confini: raid dell'aviazione siriana che incalza i ribelli in fuga e scontri tra soldati ed estremisti libanesi e siriani favorevoli alla ribellione. Ma Aarsal resta l'unico rifugio per i feriti della zona di Qalamoun, come spiega Qassem al-Zein, il dottore che si prende cura di loro."La maggior parte delle ferite è causata dai bombardamenti aerei e il 60% delle persone colpite sono civili".Con 100mila rifugiati, il triplo della popolazione urbana, l'ospedale fa fatica a prestare le cure necessarie ai feriti in battaglia.Nella camera dell'ospedale improvvisato ci sono solo 4 letti e una "soubia ", fornello tipico delle zone rurali mediorientali. In totale ci sono solo 20 letti, ma senza equipaggiamenti specializzati le cure sono limitate. E per le ferite più gravi non c'è nulla da fare.L'unica soluzione è il trasferimento negli ospedali libanesi, secondo le disposizioni delle Convenzioni di Ginevra che proteggono i feriti di guerra, combattenti o civili che siano. Ma non sempre è possibile coordinarsi in tempo con le autorità libanesi. E così anche in Libano si continua a morire per la guerra civile siriana.(Immagini Afp)