Beirut (askanews) - Non c'è pace e non sembra esserci una via d'uscita al conflitto che da quattro anni insanguina la Siria. Una guerra che ha provocato duecentomila morti e quasi quattro milioni di rifugiati. Una crisi umanitaria che ha piegato la popolazione e che nel quarto anniversario non sembra avere soluzione. Si tratta infatti di un conflitto che al suo interno ne ha tanti altri. I bombardamenti vicino a Damasco ricordano che non è solo l'Isis, ma anche il regime siriano di Assad a compiere attacchi indiscriminati contro la popolazione civile.L'avanzata dello Stato islamico in Siria ha avuto gravissime ripercussioni sui civili, pesantissime sono le violazioni dei diritti umani. Negli scontri sono stati distrutti ospedali da campo, scuole, servizi idrici e di rifornimento elettrico. I civili continuano ad essere le principali vittime della guerra: stupri, violenze, rapimenti, sfollamenti, bambini reclutati, esecuzioni sommarie e bombardamenti sono diventati cosa comune.Nei campi profughi come quello di Zaatari, in Giordania, l'afflusso di rifugiati dalla Siria è aumentato a tal punto, negli ultimi anni, da richiedere la costruzione di scuole, ospedali e ogni genere di infrastrutture.Chi vive in Siria da sfollato non se la passa meglio: sono sette milioni e mezzo le persone che, secondo l'Onu, hanno dovuto lasciare la propria casa.La diplomazia è bloccata e intanto nelle carceri del regime del presidente Bashar al-Assad dal 2011 ad oggi i siriani morti a causa della torture subite sono quasi 13.000.Immagini AFP