Khan al Jouze (Siria) - La tregua sembra finalmente consolidata, almeno nella città siriana di Latakia. Ma lungo la strada verso Aleppo restano i segni della distruzione e della guerra. In un villaggio sulle montagne siriane, a pochi passi dalla Turchia, gli sfollati stanno ritornando alle proprie case. Si tratta di musulmani ma anche di cristiani.Il quadro che li aspetta è sconfortante. Muri diroccati e imbrattati dal passaggio della jihad. Sugli stessi muri le scritte sono state coperte con slogan che inneggiano a Bashar al-Assad, l'uomo forte di Damasco.Un abitante mostra una chiesa cristiana che era stata usata dai terroristi islamisti come rifugio. Per terra volantini in arabo ma anche libri e giornali in lingua turca. I fedeli si riuniscono per una preghiera improvvisata. Grande è la commozione per il ritorno a casa.(lasciare sentire qualche secondo della preghiera)Un altro abitante del villaggio sta cercando di fare un po' pulizia dopo le scorrerie delle milizie islamiste. Ma resta la paura che la tregua sostenuta da Stati Uniti e Russia sia troppo fragile e possa tornare a regnare il caos.Tuttavia il generale russo Igor Konashénkov rassicura, per quanto complicato, il lavoro va portato avanti: "Io penso che l'accordo sia stato preso a un tale livello che voi stessi capite quanto sia importante. Praticamente ogni due ore i nostri ufficiali si mettono in contatto con gli americani. Il lavoro è molto professionale".