Londra (TMNews) - Il Parlamento della Gran Bretagna ha detto no all'intervento militare in Siria, decisamente sostenuto da David Cameron, infliggendo al premier una sconfitta cocente, della quale ha preso atto assicurando che "il governo si comporterà di conseguenza". L'ipotesi dell'intervento militare contro il regime di Bashar el-Assad, dunque, sembra allontanarsi, anche se gli Stati Uniti ribadiscono la convinzione che il regime siriano abbia usato armi chimiche."C'è una serie preponderante di prove disponibili - ha spiegato un portavoce di Obama - che indicano che il governo di Assad ha condotto in Siria attacchi con armi chimiche".Una posizione, quella americana, che lascia aperti diversi scenari, tra i quali secondo gli analisti la possibilità di un "intervento limitato", all'insegna comunque di una coalizione internazionale, sebbene indebolita dalla defezione britannica. La Russia, dal canto suo, ribadisce l'opposizione a una risoluzione Onu che preveda l'uso della forza, mentre Italia e Francia spingono per una soluzione politica. Il ministro degli Esteri di Parigi, Laurent Fabius, comunque, ammonisce i siriani: "Questi crimini - ha detto - non resteranno impuniti".La situazione quindi resta incerta, e mentre l'Occidente cerca una risposta il più possibile condivisa, in Siria continua a regnare il caos.