Sayeda Zeinab, Siria (askanews) - Nuova drammatica pagina di un'apocalisse annunciata in Siria. Una serie di devastanti attentati nei pressi di un santuario sciita, alla periferia di Damasco, e a Homs hanno provocato la morte di oltre 150 persone. Le stragi sono state rivendicate dai miliziani islamisti dell'Isis.Vicino alla capitale siriana un'autobomba, seguita da due attentati suicidi consecutivi, ha colpito l'area nei dintorni del santuario sciita di Sayyida Zeinab e ha provocato 83 morti secondo l'agenzia di stampa Sana, 96 per l'Osservatorio siriano sui diritti umani. Tra le vittime anche molti bambini, un obiettivo prioritario per i terroristi dato che gli attacchi sono stati compiuti mentre gli studenti uscivano dalle scuole.Strage anche nel quartiere a maggioranza alawita di al Zahraa, nella città di Homs, nel centro del paese. Colpito il santuario che contiene il sarcofago dove sono raccolti i resti della nipote del Profeta Muhammad. Qui due autobomba hanno ucciso almeno 59 persone e ne hanno ferite altre decine,La situazione molto difficile sul terreno rende complessa l'applicazione del cessate il fuoco, su cui stanno lavorando Stati Uniti e Russia. Ma una cosa è certa. Questi poveri morti saranno presto dimenticati e metabolizzati senza manifestazioni di sdegno in tutto il mondo. Senza fiaccolate e veglie di protesta. Nessuno si ricorderà di gridare: "Siamo tutti siriani".Un altro aspetto della barbarie di questa guerra con troppi padri e troppi interessi a conflitto.(Immagini Afp)