Aleppo (TMNews) - Biciclette, macchine fotografiche, televisori usati in vendita ad Aleppo, in Siria. Sembra un gran bazar dove fare acquisti a buon mercato. Invece è un "mercatino della disperazione", simbolo della spirale di povertà che sta risucchiando il popolo siriano, da 2 anni alle prese con una guerra civile. Qui la gente vende gli oggetti personali per fare un po' di soldi e comprare da mangiare."Le persone non sanno nemmeno se riescono a tornare vive dal lavoro - dice quest'anziano - così decidono di vendere i loro ultimi beni. Cose che valgono almeno 10mila lire siriane, circa 100 dollari, vengono svendute a 2 o 3 mila lire"."Abbiamo dei figli, abbiamo delle spose - aggiunge quest'uomo - dobbiamo dar loro da mangiare. Come possiamo fare? Rubare o chiedere l'elemosina. In qualche modo dobbiamo vivere".Questo posto era conosciuto con il nome di Souk al-Haramiyé, il mercato dei ladri, perché ci si trovava qualunque cosa, in particolare oggetti rubati. Oggi invece, si trovano soprattutto elettrodomestici perché in molte parti della città non c'è più l'elettricità e la gente li vende per sopravvivere."Oggi ho comprato un televisore - dice Ahmad - quando sono andato a ritirarlo in casa i figli del proprietario hanno cominciato a piangere. Noi vendiamo e compriamo per sopravvivere. Qui sono tutti morti".Le bancarelle sono piene ma quasi nessuno compra, di soldi non ce n'è abbastanza. Un giovane rimasto orfano prova a vendere la macchina fotografica del papà, qualcuno gli offre 100 lire, 1 dollaro, l'equivalente di un chilo e mezzo di pomodori: oggi forse lui e i fratelli riusciranno a mangiare.(Immagini Afp)