Kobane (TMNews) - Orrore senza fine in Siria. Il peggiore massacro compiuto dai miliziani dello Stato islamico risale allo scorso agosto. Secondo quanto rivelato dal Washington Post, nell'arco di tre giorni i guerriglieri dell'Isis hanno soffocato la rivolta di una tribù di Abu Haman, nell'est della Siria, decapitando, crocifiggendo e giustiziando oltre 700 persone.Oggi la zona di Abu Hamam, nella provincia di Deir Ezzor, è abbandonata, con molti cadaveri ancora in attesa di sepoltura. La tribù sunnita shaitat, una delle più grandi del paese, ha combattuto a lungo contro l'Isis nella provincia, al confine con l'Iraq.Sarebbero comunque più di 1.000 i guerriglieri dello Stato islamico rimasti uccisi nei combattimenti in atto da metà settembre nella città curdo-siriana di Kobane. È quanto riferisce l'emittente al Arabiya che riporta anche il presunto tradimento di uno dei luogotenenti del leader dell'Isis, Abu Bakr al Baghdadi, scomparso dopo aver passato informazioni agli americani.Da segnalare infine una donna lapidata dall'Isis nella provincia siriana di Hama. È quanto riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando di aver ricevuto una copia del video che mostra le terribili immagini della lapidazione della donna, accusata di adulterio.(Immagini Afp)