Ginevra (askanews) - Circa 7.000 morti e quasi 155.000 feriti, il 30-40 per cento dei quali sono donne e bambini: è il bilancio delle vittime del conflitto in Siria registrato nel 2015 da Medici senza frontiere nellestrutture sanitarie che l'organizzazione supporta nel Paese.In un rapporto diffuso da Ginevra, Msf afferma che questo bilancio è "particolarmente preoccupante" perchè "i 70 ospedali e centri di cura di fortuna che beneficiano di aiuti costanti da parte dell'organizzazione umanitaria non rappresentano che una piccola parte delle strutture mediche in Siria".Il rapporto presentato dal presidente di Msf Joanne Liu si sofferma anche sull'attacco contro l ospedale di Maarat al-Numan che ha causato 25 morti. "L'attacco è stato deliberato e probabilmente è stato condotto dalla coalizione guidata dal governo siriano che è predominante nella zona. Lo diciamo forte e chiaro: il medico del tuo nemico non è il tuo nemico", ha dichiarato Liu."Ugualmente scioccanti - ha proseguito - sono stati i 101 attacchi aerei o gli spari d'artiglieria che hanno colpito delle strutture sanitarie sostenute da Msf negli ultimi 13 mesi. Alcune sono state colpite anche due volte. Alcuni pazienti ci hanno confessato di avere paura a recarsi in ospedale" "La vita in Siria è a pezzi. Non ci sono posti sicuri, scuole e ospedali vengono distrutti. Milioni di persone sono partite e altri non possono. Oggi la Siria è una gabbia mortale", ha concluso il presidente di Medici senza Frontiere.