Vienna (TMNews) - Settantacinque anni dopo la sua morte a Londra,il 23 settembre 1939, Sigmund Freud è diventato una sorta di icona pop di Vienna. Qui la sua casa-museo registra 75mila visitatori all'anno, fra curiosi e appassionati dell'interpretazione dei sogni. Gadget e t-shirt con l'effigie del padre della psicanalisi oggi vanno a ruba nella capitale austriaca quasi quanto la Sacher Torte. Ma non è stato sempre un idillio con la città dove Freud è vissuto per 78 anni."Freud ha dato vita a una rivoluzione culturale ma come accade spesso in casi analoghi, è meno apprezzato in patria che all'estero", spiega Monika Pessler, direttrice del museo che sorge nella casa di Freud al 19 di Berggasse dove riceveva i pazienti sul suo celebre divano.Ben prima della sua fuga dal nazismo su un Orient Express nel giugno del 1938 Freud e le sue teorie sul sesso e sui sogni avevano diviso Vienna. "Sono venuto fin qui per vedere dove tutto è cominciato", spiega uno psicologo olandese in vista al museo. Nonostante le premsse, oggi il volto di Sigmund Freud è quello che più rappresenta la capitale austriaca nel mondo.