Palermo (askanews) - Ha sfidato il freddo e si è piazzato con il suo pianoforte davanti a Palazzo d'Orleans, sede della Regione Siciliana, cominciando a suonare per dire di no all'azzeramento dei fondi destinati al Brass Group di Palermo. E la protesta del maestro Ignazio Garsìa contro la decisione contenuta nella manovra di bilancio regionale. "L'unica fondazione azzerata è il Brass, che promuove la musica jazz attraverso la sua orchestra. Questa esclusione significa come se la musica jazz non fosse un linguaggio d'arte riconosciuto, condiviso".Il presidente della storica fondazione jazzistica si è esibito suonando brani di Duke Ellington e di Quincy Jones per esprimersi contro il taglio da 300mila euro che rischia di far scomparire la fondazione che conta oltre 50 dipendenti.Garsia chiede la parità di genere, che sia riconosciuta la musica jazz come tutte le altre forme d'arte. "Non c'è musica di serie A, B o C , il jazz è la musica del nostro tempo, il jazz rappresenta il novecento. E' impensabile il cinema senza il jazz e i linguaggi contemporanei. Azzerandoci, il Brass è condannato alla cancellazione, è condannato a scomparire. Ecco perché sono qui nella speranza che arrivi questo messaggio".ì