Roma, (askanews) - Uomini armati di fucile in quella che è stata definita la guerra dell'acqua. C'è una riserva in India, nella città di Tikamgarh, nello stato centrale del Madhya Pradesh, che è divenuta la principale fonte di acqua potabile della zona, territorio in preda alla siccità.La municipalità di circa 68.000 abitanti ha dovuto arruolare queste guardie per proteggere le acque dai contadini dello Stato vicino, che chiedono l'acqua per i loro campi.Per questo periodo dell'anno le temperature hanno già raggiunto livelli record e la città viene rifornita ogni quattro giorni. Spiega la guardia armata: "Non abbiamo mai visto qualcosa di simile a Tikamgarh. Questa volta la crisi dell'acqua è grave e colpisce tutta la regione del Bundelkhand e in modo particolare la municipalità di Tikamgarh. Stiamo facendo del nostro meglio per proteggere l'acqua 24 ore su 24 con i fucili".Secondo i dati del governo, 330 milioni di persone sono colpite dalla siccità in India, ovvero un quarto della popolazione del subcontinente. A soffrire maggiormente sono le campagne. L'ex presidente e membro del consiglio municipale di Tikamgarh, Rakesh Giri: "Il livello dell'acqua non ha smesso di calare negli ultimi sei-sette anni nella regione, dato che le piogge ricevute sono state più scarse del solito per sette, otto anni di fila. Speriamo che quest'anno cada più pioggia e che tutto torni alla normalità".Sebbene gli esperti abbiano predetto dei buoni monsoni per il 2016, molte persone sono disperate. Questo agricoltore di 32 anni ha lasciato i suoi campi, ormai sterili, per lavorare in città: "Mia madre vive con me, mi occupo anche del mio fratello minore e dei miei figli. Faccio dei lavoretti, alle volte c'è lavoro, alle volte no. Dobbiamo sopravvivere con un solo pasto ogni due giorni".Le autorità indiane hanno sbloccato dei fondi per le regioni colpite. La crisi dell'acqua, che uccide i raccolti e il bestiame peserà sull'economia del paese, dove il settore agricolo impiega il 60% della popolazione.(immagini Afp)