Varanasi, (TMNews) - Per secoli la città indiana di Varanasi è stata conosciuta in tutto il mondo per i suoi raffinati tessuti in seta, lavorati a mano, e che, secondo la leggenda, furono usati perfino per accogliere il corpo di Buddha prima della deposizione.Ma ora gli artigiani della seta temono che la lavorazione a mano cessi del tutto nel giro di una sola generazione."Ci sono solo anziani come me a mantenere viva questa tradizione" - dice Sardar Hafizullah, per 40 anni impegnato al suo telaio. "Ma non c'è più guadagno - aggiunge - non c'è più mercato per i nostri tessuti, e il governo non fa nulla"Chi tesse utilizzando macchinari alimentati con l'elettricità guadagna almeno il doppio, perché può accelerare la produzione. Eppure i sari tessuti a mano sono considerati più pregiati, ma la differenza di prezzo con quelli industriali è enorme, almeno 10 a uno."Indossiamo questi abiti per le cerimonie nuziali e le atre importanti feste religiose - spiega Savitri Srivastava - E' tradizione regalare questi sari di seta tessuti a mano alle figlie".Il giro d'affari dei tessuti manufatti vale circa 80 milioni di dollari, 20 dei quali provenienti dall'esportazione. Un abito può valere fino a 10mila dollari.Ma nella regione, dal 2009 a oggi, i telai elettrici si sono moltiplicati: da meno di 2.000 a oltre 30.000; mentre quelli a mano sono passati da centomila a meno della metà.In più la concorrenza cinese sulla seta è talmente forte che i tessuti importati sono di fatto la principale materia prima impiegata nella lavorazione degli abiti indiani.E così tessuti lavorati a mano rischiano di scomparire del tutto o al massimo di diventare solo una forma d'arte prodotta da pochi e destinata a pochissimi.(immagini Afp)