Roma, (TMNews) - In bici a Londra, fra autobus e traffico, magari sfidando la pioggia. I ciclisti londinesi sono sempre più numerosi e come tutti i ciclisti affrontano molti rischi. Come racconta Craig:"Un anno fa stavo andando in bici al lavoro e sono andato a sbattere contro un taxi, ho sfondato un finestrino con la testa, 250 punti. Ma per fortuna ho solo cicatrici".Craig era passato col rosso. La città è piatta, le piste ciclabili ci sono, ma c'è anche una media di 14 morti all'anno sulle strade della capitale. Per la metà gli incidenti coinvolgono dei camion, che pure sono solo il 4% del traffico londinese. Charlie Lloyd, autista di camion per vent'anni, oggi si impegna nella campagna per il ciclismo sicuro:"Gli autisti, dice, sono magari a due metri d'altezza o più rispetto alla strada, non vedono cosa c'è sotto".Una campagna della polizia incoraggia i ciclisti a salire sulle cabine dei camion per scoprire quanto poco vedono gli autisti da lassù. Con l'incoraggiamento del sindaco di Londra, Boris Johnson."Spendiamo" dice Johnson "circa un miliardo di sterline l'anno sulle infrastrutture per il ciclismo. E' una svolta culturale, la gente capisce che Londra è una città per i ciclisti".E infatti il numero di frecce a due ruote sulle strade londinesi è più che raddoppiato dal 99, sia con le bici private, sia con il bike sharing del comune. Le strade diventano poco a poco più sicure, ma le vittime sono sempre troppe. E queste bici fantasma tutte bianche segnano i punti delle tragedie.