Roma, (askanews) - Il personale amministrativo della scuola è sul piede di guerra. Il motivo è la forte insoddisfazione per la nuova ipotesi di contratto collettivo del Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2016/2018. Lo spiega Giorgio Germani, presidente dell'Anquap, associazione professionale a valenza sindacale che opera prevalentemente nel settore istruzione e raccoglie per lo più le adesioni dei Direttori SGA e degli Assistenti Amministrativi che lavorano nelle Scuole.

"Noi reagiamo perché è stato sottoscritto un contratto il 9 febbraio scorso, dopo quasi 10 anni di blocco della contrattazione, che ci regala sul piano retributivo quasi un'elemosina".

Le ragioni della protesta sono state illustrate nel corso di una "assemblea/manifestazione" a Roma al centro Cavour, che ha visto la partecipazione di numerosi delegati e rappresentanti. Le richieste al governo vanno dal superamento della regola sulle scuole sottodimensionate all'aumento delle indennità mensili. Altrimenti, promette Germani, sarà scontro aperto.

"Se il governo non deciderà di riaprire le trattative per un giusto riconoscimento sul piano normativo e retribuitivo, noi inizieremo una sequela di azioni sindacali protestative".

Il personale amministrativo della scuola conta oltre 8mila addetti: circa 80.000 tra assistenti e tecnici; oltre 131.000 collaboratori scolastici; 1.300 tra infermieri, cuochi e guardarobieri. In tutto, un esercito di più di 210.000 unità. E un'esigenza finora non soddisfatta è quella di una vera rete informatica, come sottolinea il vicepresidente dell'Anquap, Marco Santini.

"Abbiamo bisogno di sostegno, di un sistema informatico che consenta di gestire tutto il personale della scuola e gli studenti in un unico data base".