Roma, (TMNews) - Il voto sarà il 18 settembre e la campagna per l'indipendenza della Scozia scalda i motori in vista del referendum. Gli scozzesi sono chiamati a decidere se uscire dall'unione con Inghilterra, Galles e Irlanda del nord, insomma dal Regno Unito, dopo 300 anni.Una campagna guidata dal primo ministro scozzese, Alex Salmond. Ma è tutta in salita, perché secondo la maggior parte dei sondaggi d'opinione il campo pro indipendenza per ora non raggiungerebbe il 40% dei voti. Quasi la metà invece intende votare per restare in UK.Gli altri sono ancora indecisi ed è su questi che Salmond, leader dello Scottish National Party, il partito indipendentista scozzese, punta per vincere la sua scommessa; è per convincerli che si impegna in campagna elettorale e nei dibattiti televisivi. Non per nulla lo chiamano Smart Alex, che potrebbe tradursi con 'il sapientone', proprio per l'efficiacia retorica.Ufficialmente il governo britannico non si è impegnato più di tanto per il no, sostenendo che la libera decisione spetta in ogni caso solo agli scozzesi. E il vero nodo del dibattito al di là della politica e di rancori secolari è capire se l'economia scozzese, nonostante i ricchi proventi del petrolio, sia in grado di sopravvivere da sola senza l'aiuto di Londra