Edimburgo, (TMNews) - Questo è il vallo di Adriano, il muro che l'imperatore nel secondo secolo dopo Cristo costruì da costa a costa sull'isola britannica per marcare il confine dell'impero romano e bloccare le scorribande delle tribù della Caledonia: oggi la chiamiamo Scozia.E' anche il simbolo della separazione fra Scozia e Inghilterra, due paesi spesso in guerra lungo i secoli: gli scozzesi ancora ricordano e celebrano la vittoria di Robert The Bruce sugli inglesi alla battaglia di Bannockburn, settecento anni fa.E secondo Maria Castrillo, curatrice dei manoscritti alla Biblioteca nazionale scozzese, le cose non sono cambiate molto: "Potremmo dire che siamo rimasti a trecento anni fa, quando nacque l'unione, e non c'era grande sostegno per l'Unione e nemmeno per lo status quo, un po' quello che avviene adesso".In effetti le corone si riunirono nel 1601 quando Giacomo VI di Scozia, figlio di Maria Stuarda, divenne anche Giacomo I d'Inghilterra.L'Unione dei due paesi arrivò un secolo dopo nel 1707 con un voto del vecchio parlamento di Edimburgo, che si sciolse da solo. Una decisione molto controversa come ricorda anche Chris Whatley, professore di storia scozzese all'università di Dundee: "All'epoca, la leadership scozzese temeva di restare indietro rispetto al resto d'Europa, soprattutto dal punto di vista economico. L'Unione non fu una decisione popolare, ma aveva senso in una situzione difficile".Nel 1999 il parlamento scozzese è rinato grazie alla devoluzione dei poteri, fuori la bandiera scozzese sventola accanto all'Unione jack. E gli indipendenstisti con il referendum del 18 settembre sperano di tornare indietro nel tempo.