Edimburgo (TMNews) - Manca un anno esatto al referendum con il quale il popolo scozzese sarà chiamato a decidere sull'indipendenza dall'Inghilterra, dopo 300 anni di convivenza. In base ai sondaggi, oggi sarebbe in chiaro vantaggio il partito del No, ma i leader dei partiti nazionalisti, come lo Scottish National Party del primo ministro Alex Salmond che punta su un maggior legame con l'Unione Europea, sono ancora convinti di riuscire a ribaltare il risultato, nonostante a favore dell'indipendenza sia solo circa un terzo dei 5,3 milioni di scozzesi."I principali vantaggi dell'indipendenza sono quelli di poter scegliere il proprio governo e di poter disporre delle proprie risorse sia naturali sia di capitale umano invece che dipendere dalla volontà di Westminster".Gli scozzesi in realtà hanno già potere decisionale su temi come sanità ed educazione e a Edimburgo hanno un proprio parlamento federalista, ma con l'indipendenza dall'Inghilterra, il futuro governo scozzese avrebbero potere decisionale anche sulle politiche economiche, sulla difesa e sugli esteri. Tuttavia considerando che la Scozia oggi già gode di alcuni vantaggi rispetto all'Inghilterra, come cure mediche e università gratuite, i sondaggi indicano che in molti preferirebbero mantenere lo status quo, piuttosto che scommettere su un futuro incerto. In ballo infatti ci sono questioni che potrebbero essere determinanti per il futuro economico della Scozia come le modalità di spartizione dei proventi del petrolio del mare del Nord e quale moneta utilizzare, la sterlina, l'euro o un nuovo conio, senza contare i molti trattati internazionali da rinegoziare.