Roma, (askanews) - Al grido di "Riforma ma non così", "Ritiro, ritiro", e con striscioni come "La scuola non è un tweet", oltre centomila persone, secondo gli organizzatori, sono scese in piazza a Roma, una delle tante manifestazioni previste in tutta Italia nel giorno dello sciopero generale della scuola, per protestare contro il ddl di riforma, la "buona scuola" del governo Renzi. Al corteo, scortato dalle forze dell'ordine e sorvegliato dall'alto da un elicottero della polizia, hanno preso parte insegnanti, precari e studenti, sindacati e alcuni politici.Il segretario nazionale della Uil, Carmelo Barbagallo:"Oggi sarà la più grande giornata di manifestazione e di sciopero che la scuola abbia mai avuto. Questa è una vera risposta alla cosiddetta riforma della scuola".Per i numerosi insegnanti presenti il governo non ha ascoltato le loro richieste e le loro proposte per migliorare la scuola."Renzi ha sentito tutti, ha fatto una consultazione sentendo nonni, genitori, ma non chi nella scuola ci vive, ci lavora e dà tutto quello che può dare".Al corteo anche Pippo Civati, della minoranza Pd."Il Pd ha tradito i propri impegni elettorali e ha fatto una riforma della scuola lontanissima dalla nostra cultura politica".La senatrice Maria Mussini, del gruppo Misto, prima firmataria della Lip (legge di iniziativa popolare) "Per una buona scuola della Repubblica", al corteo anche in quanto insegnante afferma:"Sono in piazza perché siamo tutti insieme e vogliamo dire al governo che la scuola non deve essere trattata senza rispetto, che le assunzioni sono giustissime ma vanno staccate da tutto il resto perché sono colleghi che hanno già pieno diritto a essere assunti. La continuità didattica è un valore e non abbiamo nessuna intenzione di cedere su questo".