Atene (askanews) - Migliaia di siriani sono sbarcati nel porto del Pireo, ad Atene. Arrivano qui dopo un lungo viaggio dalla Siria, attraverso la Turchia fino alle isole greche più vicine. Portano addosso le cicatrici visibili e invisibili della guerra e sono in cerca di un futuro nell'Europa del Nord. A Kos la situazione è davvero difficile - racconta Jowan, appena sbarcato con la moglie, il figlio di un anno e una quindicina di parenti - non ci sono posti per dormire, non c'è acqua, siamo stati sotto il sole con i bambini piccoli. Lui è malato, ha qualcosa che non va con la respirazione, non respira bene, è terribile".Durante il viaggio hanno dovuto affrontare molti ostacoli, compresa l'avidità. "Si approfittano di noi, tutti ci chiedono soldi, sempre e ovunque - dice Jowan prima di essere interrotto da un suo compatriota che ribadisce: "Ci hanno derubato in Turchia, a Kos, a Chios, a Mytilene, tutti ci hanno derubato".Mervan è uno studente di ingegneria civile: "Una settimana fa siamo arrivati in Turchia dalla Siria, è stata un'esperienza difficile superare il confine. Dopo 3 giorni abbiamo trovato una barca per la Grecia. Ma il motore si è fermato nel mezzo del mare e la polizia turca ci ha riportato indietro. Poi ci abbiamo riprovato e ci siamo riusciti".Lamia, rifugiata curda, è in fuga da Aleppo con tutta la sua famiglia. "Noi eravamo a Leros, la mia famiglia è rimasta per 8 giorni a dormire in strada. Non avevamo abbastanza soldi e in tutti gli alberghi in cui abbiamo provato ci hanno chiesto 100 euro a persona. Siamo rimasti 4 anni in mezzo alla guerra in Siria. Ne abbiamo avuto abbastanza"."Aiutateci - dice Dilek, la sorella più piccola di Lamia - non siamo cattive persone o terroristi, siamo umani, abbiamo sentimenti. Per favore, aiutateci".(Immagini Afp)