Roma, (askanews) - I migranti che arrivano in Italia vengono anche dal Corno d'Africa, dall'Etiopia, dall'Eritrea e dalla Somalia: affrontano un viaggio terribile fatto non solo di privazioni ma di sevizie.

Michele Prosperi, portavoce di Save The Children Italia: "A maggio abbiamo visto un aumento fortissimo degli eritrei e soprattutto delle famiglie eritree, anche bambini non accompagnati. Dobbiamo ricordare che nel Corno d'Africa oltre ad esserci situazioni di governo assolutamente critiche c'è una crisi alimentare gravissima dovuta al fallimento ripetuto della stagione dei raccolti. Quindi le emergenze climatiche si aggiungono ai conflitti e determinano i flussi migratori che prima si raggruppano nei campi profughi, per gli eritrei per esempio in Etiopia, e poi da lì si tenta questo viaggio che in particolare per i minori è orribile, vengono rapiti, viene richiesto un riscatto, vengono passati da un gruppo all'altro, fino a entrare in Libia dove sappiamo che la situazione è fuori controllo. Le testimonianze che stiamo raccogliendo agli sbarchi raccontano di situazioni molto diverse fra loro e ugualmente orribili. Le formazioni che in qualche modo controllano e gestiscono il traffico dei migranti in Libia sono le più diverse, anche di carattere religioso, ma il fattore comune sono le violenze inaudite nei confronti di donne e bambini per controllare la situazione".