Roma, (askanews) - È stata la base militare più segreta dell'Albania comunista nonché postazione di vedetta alle porte dell'Adriatico: oggi l'isola di Saseno apre ai visitatori i suoi bunker e tunnel anti-atomici, immersi in una natura selvaggia, con le autorità che sperano di farne un'attrazione turistica. Il direttore dell'Agenzia nazionale della costa albanese, Auron Tare: "Questa - dice - è un'isola che può riflettere l'Albania comunista, una zona bellissima circondata da filo spinato, installazioni militari, completamente isolata dal resto del mondo e convinta che sarà attaccata, ma così non è mai stato. In un certo modo rappresenta il passato dell'Albania".Secondo Tare è una destinazione per viaggiatori che si fanno delle domande e non certo per il turismo di massa. "È un luogo per viaggiatori che vogliono provare l'esperienza di qualcosa che assomigli a una capsula temporale - ha concluso - per viaggiare indietro nel passato e capire cosa sia l'isolamento". Mihal Lule, ex soldato che su questa piccola isola montagnosa ha vissuto 17 anni all'epoca della dittatura comunista (1945-1990), la ricorda così: "Pensavamo alla guerra 24 ore su 24 per difenderci dal nemico, la pressione psicologica era grande", spiega. "I nostri possibili aggressori erano il blocco sovietico e la Nato, considerati minacce per l'integrità territoriale dell'Albania".Saseno, situata all'entrata della baia di Valona, nel canale D'Otranto, è attraversata da oltre 3.600 bunker, chilometri di tunnel e installazioni sotteranee - tra cui un cinema, una scuola e un ospedale. (Immagini Afp)