Sarajevo (TMNews) - Sarajevo, un nome che lascia correre un brivido nella schiena. Qui il 28 giugno di cento anni fa l'Arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia furono uccisi dal diciannovenne Gavrilo Princip. Iniziava la Prima guerra mondiale che avrebbe provocato 9 milioni di morti sui campi di battaglia e 7 milioni di vittime civili, per cause dirette e indirette.Per esorcizzare quell'incubo, nella capitale bosniaca si può alloggiare in un albergo battezzato "Franz Ferdinand" e sorbire un té nel salon "Franz&Sophie" o gustare un caffé al "Von Habsburg"."Siamo dei nostalgici delle atmosfere austro-ungariche, spiega Samir Divjan, gerente del "Von Habsburg". Sarajevo era solo un borgo prima dell'arrivo dell'Impero viennese, solo allora si è trasformata in una città".L'albergo si trova nel cuore della città dominato dalle atmosfere dell'architettura austro-ungarica. Qui nel 2013 una ex giornalista ha aperto il "Franz Ferdinand" dove un ritratto dell'arciduca in uniforme di gala accoglie gli ospiti con i suoi baffi a manubrio d'antan e lo sguardo malinconico.Le 55 camere portano il nome dei protagonisti di quel "pasticciaccio brutto" di cronaca che avrebbe fatto detonare il mondo. Dalla coppia imperiale ai nomi dei campi di battaglia della Grande guerra, mattatoi industriali noti come Gallipoli o Verdun.Un breve corso di storia che s'incrocia con odi e tensioni recenti. Per i serbi Gavrilo Princip è un eroe irredentista. Per i musulmani, vittime dei serbi durante la guerra in Bosnia tra il 1992 e il 1995, è solo un terrorista.Una soluzione la fornisce Adnan Smajic, sommelier da té e proprietario del "Franz&Sophie"."Chi si trincera nelle sue barricate ideologiche dovrebbe venire qui a gustarsi una tazza di tè per scoprire che è anche possibile parlare del passato affrontando una prospettiva diversa".(Immagini Afp)