Roma, (askanews) - Non ce l'hanno fatta, hanno perso la loro battaglia contro la modernità. Sono disperati gli abitanti di un piccolo villaggio di oltre 650 anni, che resisteva da tempo in mezzo ai grattacieli di Hong Kong, circondato e protetto come un piccolo feudo da una cinta muraria. Erano una decina i villaggi come questo, costruiti secoli fa dai cinesi e ormai diventati parte integrante del centro cittadino. Alcuni, nelle periferie, sono rimasti, questo invece era l'ultimo sopravvissuto nel cuore della metropoli, con le sue casette diroccate, templi e negozi.Le ruspe sono già arrivate, presto il villaggio sarà demolito per lasciare spazio a circa 750 nuovi appartamenti, a discapito di un pezzo di storia locale."Se non conserviamo uno spazio così per la gente del posto, ma pensiamo solo a costruire per chi vuole comprare - dice un ragazzo che si batte per i diritti degli abitanti del villaggio - il problema non sarà mai risolto, i prezzi continuano a salire, quindi la popolazione locale come già sta facendo sarà sempre più costretta a lasciare Hong Kong."Questa è la mia proprietà, la mia unica casa - racconta sconsolato Kwok Yue-ka che fa il parrucchiere - ci devono dare un giusto compenso per andare via, devono predisporre un piano per traslocarci da un'altra parte. Così è ingiusto".A lui, racconta, hanno dato 25mila dollari, un'inezia se paragonata ai profitti che assicura il mercato immobiliare.Il problema è proprio questo, il rapido sviluppo urbanistico, la richiesta di nuove abitazioni, un mercato che corre rapidamentee un patrimonio storico da salvaguardare. Per ora si va avanti, ma il governo ha promesso che alcuni elementi storici del villaggio, come un tempio taoista del 18esimo secolo saranno conservati. Difficile però immaginarlo accanto a costruzioni ultramoderne.