Roma, (askanews) - Vengono frustati e poi crocifissi, per rievocare quanto accadde, secondo la tradizione storico-cristiana, a Gesù di Nazareth il venerdì santo. Sono i cattolici delle Filippine, fedeli che vogliono rivivere pienamente e sulla propria pelle ciò che avvenne nelle ultime ore di vita a Gesù, con tanto di chiodi sulle mani e sui piedi."Ho fatto un voto, quando sono stato molto malato, e sono guarito - racconta Willy Salvador, 49 anni - se dico alla gente che sono guarito grazie a Dio non mi crede"."Quando mio figlio è stato male, ho deciso di fare penitenza con la flagellazione affinché potesse guarire", racconta quest'altro fedele, Joel Mutoc, di appena 23 anni."Questa idea di flagellazione o di crocifissione fisica ponendo qualcuno sulla croce non è una pratica sanzionata dalla chiesa in generale, è semplicemente un'espressione personale di fede di alcuni fedeli che la Chiesa sconsiglia", dice il reverendo Pabillo, vescovo ausiliare di Manila.