New York (askanews) - Dopo l'Indiana quella in West Virginia per Bernie Sanders è ancora un volta una vittoria simbolica, che dice molto su come l'elettorato democratico, sia diviso e continui a dare fiducia al senatore del Vermont. Una vittoria non del tutto inutile visto che lo Stato conquistato da Sanders è storicamente vicino a Hillary Clinton, che nel 2008 aveva riaperto la corsa contro Barack Obama proprio qui, quando tutti credevano fosse ormai spacciata.I monti Appalachi non hanno portato bene all'ex first lady per due motivi: i lavoratori dell'industria del carbone sono stati corteggiati da Sanders che ha sostenuto più volte di non voler spostare la produzione in Cina. Allo stesso tempo la sua posizione contro gli accordi commerciali ha fatto il resto, visto che Clinton non ha mai preso una posizione netta sui patti con i Paesi del Pacifico e con l'Europa.La sconfitta di Hillary Clinton in West Virginia è anche un pollice verso nei confronti delle politiche ambientali di Obama: dal 2009 sono state chiuse 332 miniere e migliaia di persone hanno perso il lavoro."Il West Virginia è uno stato operaio - ha detto Sanders - ma un sacco di persone qui stanno male, lavorano molto a fronte di salari bassi. Come il Montana o la California sono preoccupate per il futuro dei loro figli. È questo che ci ha detto il West Virginia e di certo è quello che ci dirà il Montana, il 7 giugno".Se Clinton non riuscirà a conquistare la classe operaia bianca, alle elezioni nazionali contro Donald Trump questo potrebbe rivelarsi un pericoloso punto di debolezza.In ogni caso la corsa di Clinton verso la nomination sembra impossibile da fermare anche se, guadagnando altri Stati, Sanders potrà far valere le proprie posizioni. E offrire il suo appoggio a certe condizioni."Il nostro messaggio ai delegati democratici che si riuniranno a Filadelfia - ha detto Sanders - è che se anche abbiamo ancora molti contrasti con il segretario Clinton, c'è un argomento su cui siamo tutti d'accordo: battere Donald Trump".(immagini Afp)