Milano, (askanews) - "Mi accontenterei di un ergastolo vero, a vita e dei lavori forzati: non penso che debba essere lo Stato a decidere se togliere una vita". Così il leader della Lega nord, Matteo Salvini, ha risposto ai cronisti che a Milano gli chiedevano se fosse favorevole all'introduzione della pena di morte per reati come la strage avvenuti a Parigi nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo."L'Islam è pericoloso, nel suo nome ci sono milioni di persone in giro per il mondo e anche sui pianerottoli di casa nostra, pronti a sgozzare e uccidere" ha affermato il leader della Lega nord, a margine di un volantinaggio delle vignette di Charlie Hebdo, fuori dal Palasharp a Milano, una delle aree dove potrebbe sorgere una moschea.Parlando della strage di Parigi, Salvini ha affermato che "l'Islam non è una religione come le altre e non va trattata come le altre e quindi, prima di concedere loro qualsiasi spazio come le moschee, è meglio pensarci 18 volte e chi non lo capisce fa un favore ai terroristi".