Milano (askanews) - Sì a un accordo di larghe intese per eleggere i presidenti di Camera e Senato (a patto che siano "super partes"); no all'investitura di un premier indicato da Berlusconi che abbia avuto "rapporti ambigui nel rapporto tra Italia ed Europa"; e nessun governo di larghe intese nemmeno nel caso in cui al centro del programma ci sia l'espulsione dei clandestini e il superamento della legge Fornero. Matteo Salvini spiega ad Askanews le intenzioni della Lega nell'immediato dopo voto.

E alla domanda se la Lega è disponibile a un accordo bipartisan sull'elezione dei presidenti di Camera e Senato replica: "Se sono persone valide assolutamente sì. Quelle sono figure di garanzia istituzionale. Poi abbiamo visto che sia la Boldrini che Grasso non erano così super partes, evidentemente. Che il parlamento funzionari è fondamentale. Non voteremo mai insieme ruoli di governo con chi non fa parte del centrodestra".

Riguardo i nomi di eventuali premier indicati da Berlusconi, ci sarà il sostegno di Salvini? "Se ha idee che rispecchiano il programma, la storia, l'identità e la cultura del centrodestra. Immagino proprio di sì. Detto questo l'ambizione è che la Lega prenda un voto in più degli altri. Alcuni nomi di cui ho sentito o letto nel passato, che sono stati quanto meno ambigui nei confronti della politica italiana e nel rapporto fra Italie ed Europa sicuramente non sarebbero graditi".

E un accordo ampio che preveda il superamento della legge Fornero e l'espulsione dei clandestini basterebbe alla Lega per entrare a far parte di un governo di larghe intese? "No, non basta. Anche perché la sinistra e i cinque stelle hanno idee diverse dalla nostra. Il pd ha difeso oltre che aver votato la legge Fornero in questi anni. non c'è spazio per minestroni o ammucchiate di nessun genere. O vince il centrodestra, e facciamo quello che abbiamo promesso, o al governo non ci vado per il gusto di andarci".