Casorezzo (Milano), (askanews) - I giovani come speranza per un Paese migliore: così li vedeva Paolo Borsellino. Per questo il fratello Salvatore, a 23 anni dalle stragi di Capaci e via D'Amelio, dove morirono il giudice Falcone, suo fratello e gli uomini delle scorte, continua a girare le scuole portando l'obiettivo del Movimento delle Agende Rosse: fare verità e giustizia sulle "stragi di Stato" del '92-93. A Casorezzo, in provincia di Milano, ha spiegato agli studenti delle medie la speranza di Paolo, durante un incontro organizzato dal Comune dal titolo "Da che parte voglio stare?". "Paolo nell'ultimo giorno di vita scrive in una lettera rivolta ai ragazzi di un liceo di Padova, anche se sa che a Palermo c'è l'esplosivo che serve per lui, scrive sono ottimista e il suo ottimismo dice di fondarlo sui giovani. Devo ringraziarli perchè hanno fatto rinascere in me la speranza che nel nostro Paese si senta quel fresco profumo di libertà per cui è morto Paolo e ci sia verità e giustizia".All'incontro, c'erano i rappresentanti di Libera e il magistrato Alberto Nobili, si è parlato di quanto la mafia sia radicata in Lombardia: a pochi chilometri da Casorezzo c'è Sedriano, primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose. "Io ho fatto la scelta di lasciare la mia Palermo a 27 anni perchè pensavo che sarei andato via da tutto quello che non mi piaceva di Palermo, tra cui la mafia. Mi sono accorto invece che non è servito a nulla: abito da 45 anni a Milano ma la criminalità organizzata a partire dalla 'ndrangheta è dappertutto, anche se non la si vede. Se si vuole agire alla base è necessario un esercito di professori: la vera lotta alla mafia si fa nelle scuole".Alla fine un video ha ricordato le vittime della mafia, da Peppino Impastato a don Peppe Diana e Pino Puglisi, fino a Piersanti Mattarella: il fratello è Presidente della Repubblica. "Spero che ponga nel suo settennato questo problema del contrasto alla criminalità organizzata come punto centrale".