Roma, (askanews) - Ha solo 19 anni ma è già un simbolo per le donne afgane con la sua determinazione e la voglia di emergere in un paese così conservatore. Sadaf Rahimi pratica la boxe fin da piccola, e si allena in una palestra di Kabul che prima della caduta del regime nel 2001, veniva usata dai talebani per tenere i prigionieri prima di ucciderli. Allora le donne non avevano diritti, ora le cose sono leggermente cambiate, ma praticare una disciplina sportiva, soprattutto una come la boxe, è comunque ancora un tabù.A Sadaf non interessa: "Mia zia cerca di ostacolarmi - racconta - mi dice che le donne devono stare a casa e occuparsi della famiglia. Ma io gli rispondo che non è così, possono anche competere con gli uomini, viaggiare all'estero per le competizioni e portare medaglie all'Afghanistan".Lei sta sul ring dai 7 anni, con due idoli in testa: Mike Tyson e Laila, figlia di Muhammad Alì. Pesa 60 kg, anche quando si allena ha il capo coperto da una bandana, e ha le idee chiare: "In futuro vorrei diventare famosa, allenare altri boxer e avere una mia palestra" dice.Per ora, ha vinto alcune medaglie in incontri regionali e sogna prima o poi le Olimpiadi. Ma il suo obiettivo è anche sociale: affermare attraverso la boxe la parità di genere e dare l'esempio alle altre ragazze.(Immagini Afp)