Milano, 17 dic. (askanews) - L'economia russa, assediata dal crollo dei prezzi del petrolio e dalle sanzioni occidentali, continua ad avere il fiato corto. Il ministero delle Finanze ha annunciato la vendita di valuta estera per sostenere la divisa nazionale. Mosca, infatti, considera il rublo estremamente sottovalutato e sta cominciando a vendere le sue riserve monetarie sul mercato per affrontare la difficile situazione valutaria che vede la valuta in caduta libera malgrado il forte aumento dei tassi dal 10,5% al 17%.Dopo un incontro tra governo e vertici della Banca centrale russa, il ministro dello Sviluppo economico Aleksey Ulyukaev ha dichiarato che è prossimo il varo di un pacchetto di misure per stabilizzare la valuta nazionale. In particolare, ha detto il ministro, sarà aumentata la liquidità a disposizione delle banche. E gli istituti di credito potranno essere ricapitalizzati.Dal canto suo il premier Dmitri Medvedev ha negato che siano state discusse misure di restrizione dei movimenti di capitali, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax. Ma la sentenza dei mercati finanziari per il momento sembra molto dura.Oggi la Russia è considerata uno dei luoghi più rischiosi per investire. Se il livello dei rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni e i Cds a cinque ann, lo swap che ha la funzione di trasferire il rischio di credito, rappresentano il termometro della salute finanziaria di un paese, la Russia indossa la maglia nera del pianeta. Egitto e Uganda sono considerati meno rischiosi di Mosca.L'instabilità dei mercati alimenta così la corsa verso porti più affidabili. In primo luogo la Germania.(Immagini Afp)