Kigali, Ruanda (askanews) - In Ruanda tornano gli anni ruggenti. Nel paese, infatti, sono tornati i leoni. È la prima volta dopo che la specie minacciata era scomparsa dal paese negli anni seguiti al feroce genocidio del 1994 che provocò tra le 500 e le 800mila vittime, prevalentemente di etnia tutsi, a seguito della guerra civile scoppiata con i rivali hutu.Sette leoni, due maschi e cinque femmine, sono state trasportati dopo un viaggio a tappe forzate di 30 ore dal Sudafrica, prima in aereo e poi su strada, nel Parco nazionale ruandese di Akagera, nelle regioni orientali del paese. Gli esemplari sono stati opportunamente sedati per quella che è sempre una fase molto delicata di queste operazioni di ripopolamento. I leoni erano stati cacciati dal parco di Akagera dalle decine di migliaia d profughi giunti nella regione a partire dal 1994 per scampare agli eccidi.Ora si apre un'altra tappa, sia pure indiretta, del lungo percorso di guarigione del Ruanda, come spiega Yamina Karitanyi dell'Ufficio del turismo ruandese: "Siamo tutti molto contenti. È un'operazione che avrà riflessi positive sia sul turismo che sull'ambiente. Siamo un paese che si batte molto concretamente per la difesa dell'ecosistema naturale".I leoni saranno posti in quarantena per due settimane, prima di essere liberati nel parco che è stato recintato con sbarramenti elettrificati per proteggere gli abitanti della zona e le loro mandrie. "I leoni sono una possibile minaccia per le nostre mucche ma il parco è stato ben cintato e non credo che possano superare lo sbarramento", dichiara fiducioso un allevatore della regione.La tappa successiva del ripopolamento del parco nazionale di Akagera riguarderà l'introduzione di esemplari di rinoceronte. Un altro passo verso il ritorno alla vita del Ruanda.(Immagini Afp)