Milano (askanews) - I Carpazi romeni non sono solo la patria transilvana del conte Dracula. Ospitano anche la popolazione di orsi bruni più numerosa d'Europa, 6.000 esemplari. Tra queste montagne si trovano anche diversi rifugi, tra cui il più grande del mondo, che accoglie gli orsi vittime di proprietari a volte violenti e senza scrupoli. Molti ristoranti infatti, dagli anni '90 al 2000, si facevano un vanto di esporre al pubblico questi animali."Rappresentavano un'attrazione turistica, racconta Paula Ciotlos, dirigente di un'associazione animalista. Ma le condizioni sono difficili da immaginare. Molti orsi che vengono da questi luoghi hanno problemi alle zampe, a causa delle ferite prodotte dalle bottiglie che gli venivano gettate dalla gente. Soprattutto bottiglie di birra, perché molti trovavano divertente vedere orsi bere della birra".Per questi esemplari, comincia una seconda vita. Dopo anni terribili passati rinchiusi in gabbie anguste hanno trovato un'oasi di pace a Zarnesti, nel cuore dei Carpazi romeni, nel più grande santuario per orsi bruni del mondo.In totale qui si trovano 80 esemplari, giunti anche da zoo e circhi, tutti salvati da una cattività odiosa e feroce. Vengono prestate loro le cure necessarie ma è nella loro mente e nei loro ricordi che si sono incise le ferite più profonde. Il centro è aperto ai turisti solo tre ore al giorno per non disturbare i plantigradi, dopo la dura odissea passata. Per iniziare un tentativo di recupero dai comportamenti coatti indotti dalla detenzione a cui sono stati sottoposti.(Immagini Afp)