Roma, (askanews) - "Mio nonno era un costruttore, ma nel secolo scorso, quello era un periodo storico, gli anni Cinquanta, dove c'era da ricostruire tutto. Era evidente che in quella fame di ricostruzione non sempre si sono fatte le cose in modo intelligente. Ma mentre allora c'era una scusante, è molto più grave il disastro fatto negli ultimi 20-25 anni in cui hanno cementificato senza stare attenti alle opere di urbanizzazione".Così il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini, presentando alla Stampa estera la sua Agenda del fare per la Capitale."Se non riparte l'attività del real estate, non c'è nessunasperanza per Roma né per l'Italia. Bisogna riconvertirel'industria delle costruzioni, puntare sul consumo di suolo zeroe recupero dell'esistente, riqualificando le opere abbandonate onon utilizzate".