Milano. (askanews) - Nel drammatico calvario dei sequestrati inghiottiti dalla fornace delle tensioni mediorientali esistono rapiti che non rientrano nel mainstream del politically correct, persone per le quali non si mobilitano piazze, cortei o dimostranti, organi d'informazione, potenti e opinion leader catodici o digitali. Uno di questi "dimenticati" è padre Paolo Dall'Oglio, gesuita romano rapito in Siria il 29 luglio 2013.A due anni dal suo sequestro, a Roma una gigantografia di padre Paolo verrà esposta per un giorno sul Palazzo Nuovo, di fronte all'entrata del Campidoglio. Il gesuita alla fine del luglio 2013 si era recato a Raqqa, nel nord della Siria, dove è stato sequestrato, a quanto pare dalle milizie islamiste che si battono contro il regime di Damasco e da allora di lui non si hanno avuto più notizie.Per il suo rilascio e la sua salvezza si sono pronunciati Papa Francesco all'Angelus di domenica 26 luglio e, nei giorni scorsi, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.L'associazione giornalisti amici di padre Dall'Oglio ha espresso la sua soddisfazione per la decisione del Comune di Roma come proposto dalla stessa associazione. Si attendono notizie e solidarietà anche da altri autorevoli non pervenuti.