Roma, (askanews) - Recuperare il chiosco-bar del Parco Nemorense e assicurare allo stesso tempo la manutenzione di quest'area verde, rendendo un servizio al quartiere: è l'obiettivo del bando del Comune di Roma vinto nell'ottobre 2015 della cooperativa sociale Barikamà, formata da ragazzi africani sfuggiti nel 2010 all'inferno dello sfruttamento agricolo nei campi di Rosarno, e diventata una piccola realtà di successo e di integrazione specializzata nella produzione di yogurt artigianale con latte biologico.

Ma il rilancio del chiosco e del parco, da tempo in stato di abbandono e degrado, si è incagliato in una vicenda burocratica tipicamente romana. Come ha spiegato la stessa Barikamà sulla sua pagina web, la cooperativa ha vinto come capofila di un gruppo costituito tra l'altro da Grandma srl, bistrot nel quartiere del Quadraro vecchio, e dall'Azienda Agricola Eredi Ferrazza, situata in riva al lago di Martignano, che già collabora con Barikama' nella produzione di yogurt e ortaggi biologici.

La proposta di Barikamà era fornire un servizio di bar ed enogastronomia caratterizzato da produzioni artigianali, prodotti biologici e a Km 0, e prodotti del commercio equo e solidale, sostenendo allo stesso tempo l'inserimento lavorativo e sociale di immigrati africani, ma anche di ragazzi autistici. Il bando fissa un canone da pagare per il chiosco e la possibilità di ridurlo in relazione ai servizi di manutenzione forniti dal concessionario. Il dipartimento competente del Comune aveva deciso per l'abbattimento integrale del canone, anche in considerazione del fatto che Barikamà si era impegnata ad assumere due lavoratori full-time uno part-time per la manutenzione del parco.

Ma dopo un cambio di dirigenza, la decisione viene ribaltata, e si stabilisce che il canone va pagato integralmente, 4680 euro al mese. Infine, dopo una riunione con la cooperativa, il Comune ipotizza un canone ridotto a circa 900 euro, con riduzione parallela dei servizi di manutenzione. In alternativa, il Dipartimento Patrimonio insiste per l'annullamento del bando o l'assegnazione ai secondi in graduatoria.

Nel frattempo, è andata perduta una prima estate in cui il chiosco sarebbe potuto essere aperto, con beneficio per il quartiere e il Municipio II.