Roma (askanews) - Aveva solo 13 anni ma era costretta dai suoi stessi familiari a prostituirsi; allevata - è questa l'agghiacciante verità emersa dalle indagini - al solo scopo di accrescere il reddito della famiglia.La piccola era stata affidata dai genitori a 3 zie e alla nonna paterna, ma queste, invece di accudirla, l avevano ridotta in schiavitù, costringendola a chiedere l elemosina e a prostituirsi nel parcheggio di un supermercato nella zona ovest di Roma.La vicenda risale al 2014; due zie furono arrestate nel 2015 mentre un'altra zia e la nonna riuscirono a fuggire in Romania, trovando rifugio in uno sperduto villaggio dove però, grazie ella collaborazione della polizia locale, sono state individuate e arrestate.La nonna è già stata estradata in Italia, a breve verrà trasferita anche la zia. Per loro l'accusa è di associazione a delinquere, sfruttamento della prostituzione minorile, falsità ideologica e sostituzione di persona; denunciati per abbandono di minore anche i genitori della piccola.Avviate le indagini dopo essere venuti a conoscenza della vicenda, gli agenti della Polizia di Stato trovarono la bimba in un'auto in compagnia di uomo di 67 anni, poi arrestato. Nel corso di ulteriori verifiche sono stati identificati e denunciati almeno altri 3 uomini che avevano avuto rapporti con la 13enne.La bimba ha confidato alle assistenti sociali che lei e le sue sorelline erano costrette a chiedere l elemosina. Se non eseguiva gli ordini ricevuti veniva punita, picchiata e lasciata nuda e bagnata con l acqua gelata fuori dal container nel quale viveva.Per evitare tutto questo, contro la sua volontà, accettava di ricevere le attenzioni di alcuni uomini, mandati da una zia, che in compenso le offrivano dai 50 ai 70 euro. Affidata a una casa-famiglia, alla minore è stata vietata lavisita dei familiari.