Venezia, (askanews) - Rocco Siffredi si racconta e parla delle sue paure: la famiglia, i due figli, le ansie per non deluderli e proteggerli, il rapporto con i figli.

"Da quando ho avuto i figli, ho cominciato a vivere l'ansia che non conoscevo. Ho scoperto di essere molto vulnerabile da quando è venuta fuori la famiglia. Paura di deluderli... Fin quando la famiglia ero io con la mia vera famiglia, quella dove sono nato, ero rivoluzionario, ho scelto una vita libera. Poi quando è arrivata la mia famiglia, per la quale io sono responsabile, le ansie sono venute fuori" dice l'attore intervistato a Venezia a margine della presentazione del documentario francese "Rocco".

E dei figli spiega: "Uno è uguale alla madre, super romantico, innamorato della fidanzata, e mi ha anche detto: "Papà ha voluto fare quello che era il suo sogno, ci è riuscito, è stato molto bravo, non è quello che voglio fare io". L'altro ogni tanto gioca, dice "forse farò il gigolò", ma è tanto per fare una battuta. Io gli dico "guarda che come gigolò ti devi chiavare dei cessi mai visti. Noi almeno belle ragazze. Che ti credi, che è così semplice?" Poi torna a scuola a studiare, quindi insomma..."

"Devo dire che i primi dieci anni di porno per me sono stati paradiso. Poi con la famiglia, le due cose si fondevano male. Attraverso questo film i fan, la gente che mi ha conosciuto, che mi dice 'Rocco cazzo sei un mito, io ti ammiro', ho dato anche a lui la possibilità di capire come sono, con i pro e i contro" conclude Siffredi.