Parigi (TMNews) - All'Eliseo non c'è più Nicolas Sarkozy, ma le banlieue parigine a maggioranza islamica restano in fermento e anche la nuova Francia del presidente socialista Francois Hollande deve fare i conti con le rivolte urbane. Il caso di Trappes, sobborgo a ovest di Parigi, dove un controllo della polizia su una donna velata ha scatenato notti di scontri con la polizia, ha riportato in primo piano il tema delle periferie inquiete. E il governo, per bocca del ministro dell'Interno Manuel Valls, ha assunto una posizione molto ferma."Questi eventi - ha spiegato - a Trappes durano da giorni. E' una situazione del tutto inaccettabile e serve una risposta appropriata, di grande fermezza da parte dello Stato".Nella banlieue parigina i manifestanti hanno letteralmente messo sotto assedio e poi attaccato delle stazioni di polizia, percepite come simbolo più evidente di uno Stato vissuto come aggressivo e oppressivo. Ma il ministro ribadisce il sostegno dell'esecutivo all'operato delle forze dell'ordine."La polizia - ha aggiunto Valls - in questo caso ha svolto perfettamente il proprio lavoro e ha assolto la propria missione. Ci tengo a ricordare anche che i poliziotti sono stati attaccati dal compagno della donna fermata e per questo è stato aperto un procedimento contro di lui".La polizia ora vigila sulla situazione a Trappes, ma il problema del rapporto con i sobborghi, spesso a grande maggioranza islamica, resta un tema su cui si ha la sensazione che la politica francese debba trovare delle risposte non solo muscolari.