Antalya (askanews) - Nato e Unione europea si ritrovano a fronteggiare una Russia più aggressiva sul fronte orientale e la minaccia jihadista sul versante meridionale. Due sfide che vanno affrontate migliorando la cooperazione, in particolare in termini di intelligence. È il parere dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini che ha incontrato ad Antalya, in Turchia, il segreatrio generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, entrambi intervenuti a una riunione dei ministri degli Esteri della Nato."Ciò che estremamente importante per noi - ha detto Mogherini - è un forte coordinamento a tutti i livelli, in tutti i settori che ci interessano, soprattutto per quel che riguarda la condivisione delle informazioni a proposito delle nuove minacce che abbiamo intorno".Unione europea e Nato condividono 22 Stati membri. Stoltenberg ha dettagliato alla riunione di Antalya le risposte date dall'Alleanza alla necessità di miglorare la "difesa collettiva" e rafforzare la presenza ad Est, creando già dal 2016 brigate di pronta reazione, alcune in grado di essere dispiegate nel giro di 48 ore in caso di crisi. Un piano condiviso dalla Mogherini, con qualche riserva, tuttavia, per gli aspetti legati all'uso della forza."L'unione europea - ha concluso - è ben consapevole del fatto che dobbiamo aumentare le nostre capacità di rispondere alle crisi, questo non significa necessariamente un approccio armato anche se non esclude del tutto gli aspetti militari della nostra azione, nelle regioni d'interesse e in tutto il mondo. Vediamo nella cooperazione un valore aggiunto. Siamo diversi ma possiamo essere complementari in alcuni aspetti del nostro lavoro".(immagini Afp)